Arte e simboli, raccontare il tempo...

di Maurizio Mussato


Date uno sguardo ad alcuni dipinti esposti in questa sala.

Non è necessario guardarli tutti, sceglietene alcuni tra quelli che più vi emozionano.
Sceglieteli in base ai colori che seducono nell'immediatezza la vostra vista, oppure in base alle forme elementari che catturano la vostra parte razionale, oppure in base alle associazioni complesse tra forme, colori, aggregazioni spaziali, dimensioni e cornice che appagano il vostro schema mentale.


Vedrete che qualunque sia l'approccio iniziale, dopo un po' la vostra percezione verrà invasa da una dimensione che apparentemente non è dichiarata dalle coordinate spaziali dei dipinti, ma che è ugualmente presente, anzi prevale, nel loro significato finale: la dimensione del tempo. Lo spazio di un dipinto che fino a pochi istanti fa non conoscevate ha catturato e invaso il vostro tempo, quel tempo che vi accompagna dalla nascita e che scandisce nei ricordi ogni vostro momento vissuto.

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Games Without Frontiers

di Alessandro Togni

Attraverso la sua pittura cosmica che si manifesta in oceani di colore, Manuela Nicolini rievoca scenografie della mente, psichedeliche ai confini della percezione.
Viaggi magici in universi siderali dove appaiono sospesi territori della memoria cosparsi di nature in trasformazione, luoghi dove coagulano materie mosse dalle energie delle sostanze sottili, deflagrazioni di enorme vastità istantaneamente osservate da un occhio bambino luccicante di stupore.

 Una figurazione manifestamente voluta per rendere corpo visibile alle forme non sempre comprensibili dei nostri pensieri, una facoltà restituita alla pittura capace non solo di rendere traduzione dei macro eventi dell'immaginazione, ma anche di aiutare la nostra armonia interiore
attraverso una sorta di gioco, del quale non conosciamo mai le effettive risultanze.

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